Sono sparite dal mercato, ma qualcuna se ne trova ancora, qua e là, per lo più in qualche ufficio, destinate alla stampa di tabulati.
Come funziona
Sono comunque dei piccoli gioielli di elettromeccanica: la testina di stampa contiene una fila verticale di 9 sottili aghi metallici, ciascuno dotato di un elettromagnete in grado di "spararlo" contro il nastro inchiostrato interposto tra essi e la carta da stampare.
Se si pensa che ogni carattere è formato da una matrice di punti (per esempio 7x9) si capisce come avviene la sua stampa: il microcontrollore della stampante interpreta la forma del carattere da stampare trasformandola in tante colonne verticali di 9 punti ciascuna, con l'aiuto di alcune sue tabelle interne (font); i punti del carattere presenti in ciascuna colonna di 9 punti vengono quindi stampati sulla carta attivando l'elettromagnete corrispondente.
Data la forza della percussione degli aghi sulla carta con carta-carbone è possibile produrre più copie contemporaneamente.
Talvolta sono dotate del tasto NLQ (Near Letter Quality) mediante il quale è possibile ottenere una migliore qualità di stampa ripassando una seconda volta su ciascuna riga: in questo modo i piccoli spazi tra i puntini prodotti dagli aghi sono quasi del tutto eliminati, con una resa estetica decisamente migliore.
La loro rumorosità e la scarsa velocità nella stampa grafica ne hanno determinato l'inevitabile estinzione. |